Electro Power Systems, la rivoluzione verde dell’energia sbarca a Giannutri e Pantelleria

Portare l’energia dove non c’è, nei posti più sperduti oppure impervi, e sostituire il gasolio con le fonti rinnovabili. Presto accadrà a Giannutri, poi e Pantelleria e all’isola del Giglio. I generatori diesel verranno sostituiti da una microrete composta da fotovoltaico accoppiato a un sistema di accumulo dell’energia. Risultato: «Minori costi e riduzione drastica dei livelli di emissioni inquinanti», afferma Carlalberto Guglielminotti, amministratore delegato di Electro power system. La società nata nel 2005 da uno spin-off del Politecnico di Torino, oggi si misura con big del settore del calibro di Tesla, ABB e General Electric, è quotata alla Borsa di Parigi, ha chiuso il 2017 con ricavi in crescita del 40% a 9,9 milioni di euro e progetti in portafoglio quadruplicati a 25,1 milioni.

LA SFIDA
«Ora la sfida è la conquista delle aree emergenti a cominciare dall’Africa», spiega il manager. Dal 2010 il gruppo si è concentrato sullo sviluppo della prima batteria al mondo che funziona a ossigeno e idrogeno, un sistema in grado di stoccare energia a costi inferiori sfruttando il solo ciclo dell’acqua e senza utilizzare metalli pesanti. In sostanza, questi impianti funzionano da stabilizzatori per le fonti di energia rinnovabili, eolica o solare, che forniscono elettricità in maniera intermittente. «Ciò significa che bastano un po’ di nuvole per far precipitare la produzione da dieci megawatt a zero e per garantire un’erogazione costante le società di distribuzione sono costrette a comprare energia. Questo mercato dei servizi di dispacciamento vale i Italia più di un miliardo di euro», spiega Guglielminotti.
Oggi sono già oltre 600 gli impianti di Electro power system in attività, per un totale di 44,9 MWh di potenza installata. Sono sparsi in ventuno Paesi: dall’Africa orientale a Cina, Indonesia e India, dagli Usa all’Europa. Illuminano piattaforme petrolifere, grandi cantieri, impianti di tic, e forniscono corrente a comunità non h collegate, come le piccole isole italiane. «Un terzo della popolazione globale, 2,4 miliardi di persone, usa il gasolio. Noi trasformiamo l’energia rinnovabile intermittente in stabile», dice il manager. «Tutti i nostri impianti riducono il costo dell’energia del 50% e permettono a chi magari oggi ha solo una lampadina di comprarsi un frigo, contribuendo al progresso della comunità». La sfida adesso è alle Comore, «trasformeremo l’arcipelago che va a gasolio in fotovoltaico più sistemi di accumulo, daremo l’energia a 400 mila abitanti a metà prezzo». Progetti per 150 milioni di euro, inoltre, tra Africa e sud est asiatico, «entro fine anno contiamo di avere collegato ai nostri sistemi mezzo milione di persone», anticipa Guglielminotti. Con effetti positivi sul bilancio: obiettivo 2020 è il traguardo dei 100 milioni di ricavi, per il 2018 le attese degli analisti oscillano tra i 20 e i 30 milioni ».

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