Italiana Eps rinuncia a Piazza Affari, punta a investire. Reuters

MILANO (Reuters) – La quotazione a Milano non è più un obiettivo per Eps, la società nata da uno spin off dei Politecnici di Milano e Torino, attiva nei grandi sistemi di accumulo di energia, finita nell’orbita del colosso francese Engie che l’ha sfilata ad altri big dell’energia lo scorso dicembre.

A fine anno Electro Power Systems dovrebbe più che raddoppiare i ricavi in un range fra 20 e 30 milioni di euro e giungere al break even. All’orizzonte non c’è la distribuzione del dividendo per gli azionisti perché la priorità sono gli investimenti.

In un’intervista a Reuters, l’AD, Carlalberto Guglielminotti, 35 anni, spiega le prospettive della società che ha sede e dipendenti in Italia — circa un centinaio fra Torino, Milano e la Valtellina — ma è quotata all’Euronext di Parigi. Un altro esempio di azienda italiana controllata dalle concorrenti d’oltralpe.

“A seguito del successo dell’aumento di capitale da 30 milioni di euro, Engie è salita al 61% del capitale, mentre il resto è in mano a fondi di investimento americani, inglesi e italiani. Facendo parte di un grande gruppo, oggi ha poco senso la quotazione anche a Milano. Avremmo potuto farlo all’inizio, ma non è stato possibile perché essendo all’epoca una start-up avremmo avuto accesso solo all’Aim, mentre a Parigi ci siamo quotati subito sul segmento regolamentato”, sottolinea Guglielminotti.

 

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